STORIA

Nell'estate del 1926 il Professor Zucchermaglio, illustre insegnante ed accanito pedalatore, riunì attorno a sè una quindicina di ragazzi con una profonda passione per la bicicletta. Alla fine di settembre la Società venne costituita con la denominazione di Società Sportiva AUSONIA PESCANTINA. Nel 1927 la prima affiliazione alla Federazione ciclistica Italiana e le prime gare.
Per qualche anno si andò avanti fra alti e bassi, propri dell'età pioneristica. Nel 1936 il Professor Zucchermaglio venne trasferito a Bolzano e mancò il perno motore della società. Poco dopo il Re e Mussolini inviarono, invece della tessera, la cartolina precetto per la guerra d'Africa. Finita questa, vi fu subito lo scoppio di quell'immane tragedia che fu la seconda guerra mondiale e così le bici tornarono in soffitta.
L'Ausonia fece la propria parte anche in guerra, pagando in maniera salatissima, con un contributo di giovani vite, l'orrenda pazzia del periodo. A guerra finita, nel 1946, un gruppo di amici della Pescantina &quot;de soca&quot; si trovarno dietro un tavolo del Caff&egrave; Centrale delle &quot;Pelosete&quot; ed in un attimo il seme rifior&igrave;.</p>
<p>Ecco di nuovo l'ausonia sul palcoscenico ciclistico. L'ex Podest&agrave; Luigi Fontana, Guido Pavoncelli, Angelo Zanetti, Luigi Pontara, Angelo Montagna, Pio ed Eraldo Bellotti, Bruno Fioretta, Luigi Perusi, Angelo Calabrese e il segretario Benassuti furono i promotori entusiasti della societ&agrave;. Furono, a turno, quasi tutti Presidenti e con loro arrivarono i primi corridori di grido.</p>
<p>Guido Zamperioli, Turrina, Brutti, i fratelli Scarsetto, il &quot;biondo&quot; Arturo Ferrari furono i migliori della prima sfornata. E poi, sotto la guida ispirata di quella vecchia volpe che era Guido Zamperioli, passato dalla bici all'ammiraglia, arrivarono i mostri sacri. Primo fra tutti "Nano" Adriano Zamboni, vincitore in tre anni di tutte le più belle gare del calendario nazionale. Passato professionista con la Torpado e la Molteni ottenne risultati di incredibile spessore con una ventina di vittorie di grande caratura: Giro del Veneto, due volte la Milano-Vignola, Giro della Toscana, Tappe al Giro d'Italia, ecc.</p>
Appena dopo, Bruno Costalunga spopol&ograve; per un anno per poi approdare al professionismo con la LeoChlorodont. Venne poi quel grandissimo passista scalatore che fu il ompianto Giogio Tinazzi, celeberrimo per le sue fughe pazze (Campione Veneto con 170Km di fuga solitaria a Vicenza) che fu professionista con la San Pellegrino e vincitore fra le altre di un giro della Sicilia a tappe.
E come dimenticare quel grandissimo talento che fu Angelo Bergamini (l'aquila di Gargagnago) che riemp&igrave; i giornali di epiche sfide con Sabbadin e Massignan sulle pi&ugrave; dure salite d'Italia. 
Successivamente venne quel mostruoso atleta che fu Renato Giusti con vittorie a ripetizione in tutta Italia; l'unica persona che non riconobbe interamente il suo talento fu l'allora selezionatore della squadra Azzurra Proietti che lo escluse dai mondiali di Reims nonostante due vittorie ed un secondo posto nelle tre premondiali italiane. Passò giovanissimo professionista con due vittorie e un secondo posto in tappe del Giro d'Italia. mitico per l'Ausonia l'arrivo di tappa del Giro a Vicenza nel 1959: 1° Adriano Zamboni, 2°Renato Giusti.
<p>Intorno a loro una miriade di ottimi corridori come Jano Zamperioli, Giovanni Castelletti, Franco Ferrari, Bruno Meneghini, Melotto, Sperandio e tanti altri che il tempo non canceller&agrave; nei nostri ricordi.</p>
<p>Nel pieno fulgore degli stradisti, vi fu l'inaugurazione (1952) del velodromo San Lorenzo di Pescantina, fortemente voluto dall'Arciprete Mons. Luigi Castagna con al seguito tutta la popolazione di Pescantina che si prest&ograve; compatta alla realizzazione dell'opera. Con la benedizione del Cardinal Montini (che poi fu Papa Paolo VI&deg;) il velodromo fu inaugurato alla presenza di Bartali, Coppi, Magni, Corrieri, Bresci, Milano, Carrea, Maggini, Minardi, Bevilacqua, Filippi, Nencini, De Filippis, Fornara e tantissimi altri atleti sulla cresta dell'onda.</p>
Venne il 1961 e arrivarono le prime sponsorizzazioni a Verona (Europhon e Bencini) che portarono alla fine di un'epoca e di un'epopea. Angelo Zanetti presidente rimase senza grandi corridori e smise.
Venne il giorno dei figli. Angelo Fioretta, Francesco Marchesini, Luciano Butturini, Luciano e Giuseppe Donatelli, Lorenzo Zanolli, Osvaldo Bonetti, Lorenzo Ambrosi, Elio Pavoni e pochi altri dietro un tavolo del bar "Tacolon" furono i promotori della rinata società nel 1969. L'anno successivo le prime gare federali con grandissima difficolt&agrave; nel reperire corridori, maglie e bici; ma con la buona volontà si superava tutto.
Poco dopo Luciano Zanetti con i fratelli Giorgio e Gianfranco, Gianantonio Fontana, Luigi Boschini, Lorenzo Perusi, Alberto Vincenti, Osvaldo Guglielmi, Sergio e Fabio Pavoncelli, Giseppe Benedetti, Gianni Zampini, A. Manzani, Bruno Quarella, Daniele Mascanzoni, Maurizio Leardini, Francesco Milani, Giordano Mignolli colsero al volo, in epoche successive, il richiamo delle maglie bianco-gialle. L'idea dei figli si dissociò da quella dei padri con la decisione di curare esclusivamente il vivaio.... e fu una scelta giusta.
Si generarono i primi dolci frutti della nuova gestione: Flavio Marchesini, Gualtiero Perusi, Leone Pizzini (vincitore di un giro d'Italia dilettanti), Lugoboni, Pontara, Solfa, Arcozzi, C. Lucchese, G. Mazzi, M. Menini, L. Beghini e i fratelli Belloni solo per indicarne alcuni. Vennero poi Antonello Righetti (camp. Italiano inseguimento a squadre e 5&deg; al mondiale di Vienna del '77), Enzo Serpelloni (vincitore di un Palio del Recioto da dilettante), Luciano Viglio, Mario Pavoni, S. Serpelloni, Bonini, Perusi e altri; tutti grandi talenti nelle categorie giovanili e ogni domenica i bianco-gialli dominavano sulle strade.</p>
L'elenco prosegue fino ai giorni nostri. Ci limitiamo ad elencare alcuni di quei corridori e quelle vittorie che rimangono impresse, senza per&ograve; dimenticare tutti gli altri che con i loro sacifici e allenamenti hanno contribuito a mantere vive le maglie bianco-gialle come ad esempio la squadra esordienti del 1976 che vinse 26 gare su 30. Ricordiamo Zeno Degani (Vincitore di un giro dell'Istria), i fratelli Savoia (Tiberio fu campione d'Italia dilettanti), A. Mignolli, Anna Farina (camp. italiana sui pista nel 1993), S. Vinco (30 vittorie da esordiente), Francesco Bellotti (attualmente Professionista con la Liquigas-Doimo), Daniele Pietropolli (professionista).</p>
<p>Arrivando al nuovo millennio non si può fare a meno di ricordare Luca Conati (campione Veneto allievi e juniores e 7° classificato al mondiale di Lisbona), Luca Gasparini (vincitore da dilettante delle più belle gare inernazionali), Daniele Marconi (camp. regionale e Italiano esordienti nel 2000). Ricordiamo poi Davide Rigo e la sua vittoria del campionato regionale in pazza Bra a Verona, e poi le vittorie di Thomas Bertolini (vicecampione europeo da juniores e ora professionista con la Selle Italia), Andera Guardini (camp. Italiano ed Europeo su pista), Mirko Tedeschi, Edoardo Zardini, Luca Chesini, Sebastiano Dal Cappello, Davide Magon (convocato ai mondiali su Pista in Sudafrica) Michele Piccoli corridori plurivinictori e tutt'ora dilettanti.
Oltre ai corridori, per costruire la storia, non si possono trascurare le attivit&agrave; di organizzazione che vedono l'Ausonia sempre al vertice con una decina di gare organizzate ogni anno. Con grandissimo orgoglio abbiamo organizzato nel 1978 a Bussolengo il campionato Italiano allievi. Indimenticabile anche l'organizzazione dei campionati Italiani assoluti su Pista nel 1991 con l'intervento di Campionissimi quali Gianni Bugno, Chiappucci e tantissime altre stelle. Cinque o sei campionati regionali, un campionato triveneto e tantissimi campionati provinciali fanno da corollario alle due prove suddette.
Lo staff organizzativo consta di 50/60 persone che si stimolano a vicenda per dare sempre il meglio. Inoltre l'aggiudicazione della Croce d'Oro al merito sportivo da parte della FCI nel 1999 ha fatto si che nuovo entusiasmo sia passato nelle vene sociali.
Il numero di vittorie sempre considerevole in tutte le categorie, il numero di tesserati, i giovani e nuovi tecnici e la voglia che si respira ci può far dire che &quot;la storia continua...

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